Sommelier

Biagio Fontana

Enoteca “Il Caminetto” – Terracina

Nato e cresciuto nel pittoresco ristorante di famiglia, Biagio Fontana ha da sempre coltivato la passione per l’arte culinaria e il piacere del buon cibo.

Fin da bambino, ha iniziato a esplorare i confini dei sapori e delle sensazioni, spingendosi a viaggiare in lungo e in largo per scoprire nuove esperienze gastronomiche, immergendosi in stili di cucina diversi ed esotici.

Questa continua ricerca di emozioni sensoriali lo ha portato ad accumulare una vasta esperienza nel settore, affinata nel corso degli anni trascorsi a lavorare nel ristorante di famiglia.

Ed è stato proprio grazie a questa esperienza che Biagio ha presto compreso la sua vera vocazione: specializzarsi nel mondo affascinante dei vini e degli alcolici di qualità.

Nel 2015, Biagio Fontana ha raggiunto il prestigioso titolo di sommelier diplomato AIS (Associazione Italiana Sommelier), completando così il suo percorso professionale che includeva numerosi corsi e master specialistici su una vasta gamma di bevande alcoliche, dai whisky alle grappe, dal cognac al rum e al sakè.

Da oltre ventidue anni, Biagio gestisce con maestria e successo l’enoteca “Il Caminetto”, dove ha trovato la perfetta espressione del suo ideale riguardante il food and beverage.

La sua missione è quella di offrire sempre vini di altissima qualità, selezionati con cura e pensati appositamente per abbinarsi in modo impeccabile con le creazioni gastronomiche proposte.

Un elemento imprescindibile di questa esperienza enologica è la costante ricerca di bottiglie uniche, un impegno che ha portato Biagio a creare una cantina straordinaria, che vanta oltre mille etichette, comprese rarità e chicche introvabili.

"Per bere grandi vini non devi essere ricco,
devi essere felice".

Sommelier Biagio Fontana

Queste parole di Biagio ripetute come un mantra riflettono la sua passione e il suo desiderio di condividere con gli altri la gioia di scoprire e degustare vini straordinari, rendendo l’esperienza enologica un momento di autentica felicità.

Con la sua competenza, la sua dedizione e la sua cantina unica, Biagio Fontana, sommelier e anima dell’enoteca “Il Caminetto”, con il supporto della sorella Sara, continua a incantare e deliziare gli amanti del vino, creando un’esperienza indimenticabile, per tutti coloro che si avventurano nel mondo dei sapori e degli aromi raffinati.

 

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chef nazareno fontana

Le Origini

Fin dai primi anni della mia carriera culinaria, ho sempre avuto l’ambizione di unire in cucina le caratteristiche distintive della mia terra natia: il mare ricco di pesci variegati e le colline che producono frutti squisiti.

Sono stato fortunato a trovare ispirazione costante partecipando alle aste del pesce e visitando i mercati di verdure. La mia creatività è stata alimentata dalla sfida di combinare elementi apparentemente distanti, come nel caso del calamaro farcito.

Da giovane, ero affascinato dai racconti dei pescatori mentre riparavano con amore e passione le loro reti. Nonostante alcuni di quei racconti sembrassero surreali, evocavano vividamente la vita e le avventure di un mestiere che oggi è cambiato in modo inevitabile.

Questi pescatori erano veri e propri personaggi, che vivevano e respiravano la loro professione quasi 24 ore al giorno, anche nelle notti tempestose. I loro racconti erano dettagliati e intensi, poiché il dialetto locale offre una ricchezza linguistica che permette di essere estremamente precisi nei dettagli.

Le loro storie riguardavano la vita in mare e spesso finivano direttamente in padella. Per molti anni, il pesce è stato un elemento nutritivo fondamentale per intere famiglie e generazioni. Mentre la carne rappresentava un lusso irraggiungibile a causa dei costi elevati, il pesce era il sostentamento quotidiano, l’alternativa. Nelle umili baracche sulla spiaggia, si cercava di elaborare il pesce in modi che lo facessero assomigliare, anche solo nel gusto, alla carne tanto desiderata ma irraggiungibile.

C’erano numerosi tentativi, ma pochi di essi riuscivano davvero bene. Se confrontiamo questi sforzi con la cucina attuale, dove questi due elementi convivono in molte combinazioni, non possiamo fare a meno di sorridere. Ma tant’è!

Da quei pomeriggi trascorsi al porto, ascoltando episodi grotteschi e ricette astratte, è nato il mio calamaro farcito. Questo piatto rappresenta una fusione di tradizione e fantasia, creando un sapore che non esisteva prima ma che ormai fa parte della nostra cucina da tempo.

La genesi del piatto è stata rapida. Come molte altre notti, mentre cercavo di addormentarmi, vagavo nella mia mente, cercando di richiamare ricordi legati alla mia vita dentro e fuori dalla cucina. Ripensavo ai momenti intensi trascorsi nei mercati vicino al mio ristorante, agli aneddoti dei pescatori e degli agricoltori, o semplicemente rievocavo le giornate precedenti e gli ingredienti che avevo acquistato o raccolto.

Quella notte, avevo comprato dei bellissimi calamari all’asta del pesce. Mi ero stancato di proporli semplicemente con una salsa, anche se erano buoni così. Pochi giorni prima, avevo raccolto l’uva moscato, una varietà particolare che si coltiva nelle campagne di Terracina, insieme a fasci di scarola dall’orto di famiglia.

Al mio banco di lavoro, in quel mattino presto, ho sistemato tutti gli ingredienti che avevo scelto durante la notte. Non contento, ho aggiunto olive di Gaeta, un altro prodotto locale di cui andiamo fieri, e pomodori antichi.

Fin da subito, ho capito che stavo proponendo un piatto che non faceva parte della tradizione culinaria locale, ma che attingeva da diversi aspetti della cultura gastronomica del territorio. Il risultato è stato sorprendente e, posso dirlo qui per la prima volta, persino al di là delle mie aspettative. Il sapore dei calamari e degli ingredienti del ripieno si combinava in modo distintivo, creando un gusto nuovo che raccontava anche storie del passato.

La mia ricetta può sembrare semplice, ma è sicuramente unica e rappresenta un elemento imprescindibile del mio vivace menù da anni.