BUFALA DAY al ristorante Il Caminetto: un viaggio dal pascolo alla tavola

Il ristorante Il Caminetto, a Terracina, in collaborazione con Nonna Pitta e la Fattoria Lauretti, organizza un evento speciale dedicato alla bufala, un vero e proprio viaggio alla scoperta di una delle eccellenze gastronomiche italiane. Giovedì 21 novembre, a partire dalle 17:30, si terrà il Bufala Day, un incontro che unisce cultura, tradizione e salute. L’evento si aprirà con un convegno intitolato Dal pascolo alla tavola: valorizzazione della carne e dei prodotti di bufala, durante il quale esperti del settore esploreranno la filiera della bufala, raccontando i segreti che rendono questi prodotti unici e sostenibili.

Nel corso della serata, i partecipanti avranno l’opportunità di scoprire la qualità e le caratteristiche dei prodotti bufalini, simbolo della nostra tradizione gastronomica. Francesca Rinna, dell’Azienda Casearia Nonna Pitta, svelerà il processo di produzione del latte di bufala e la realizzazione dei suoi pregiati formaggi, come mozzarella, ricotta e altri freschi latticini, pilastri della tradizione casearia italiana. Antonio Lauretti, della Fattoria Lauretti, condividerà il suo approccio all’allevamento e alla cura degli animali, garantendo carni bufaline di altissima qualità, frutto di un lavoro meticoloso e sostenibile.

La dott.ssa Alessandra Zaina, nutrizionista, approfondirà i benefici nutrizionali della carne e del latte di bufala, alimenti ricchi di proteine e poveri di grassi saturi, ideali per una dieta sana e bilanciata. Il Dott. Giuseppe Caraps, veterinario, illustrerà invece l’importanza della sicurezza alimentare nella filiera bufalina, garantendo che ogni fase, dal pascolo alla tavola, sia soggetta a rigorosi controlli di qualità e sicurezza.

La serata culminerà con la presentazione del menù preparato dallo chef Nazareno Fontana, che proporrà una selezione di piatti gourmet, tutti a base di carne e prodotti caseari di bufala, per una cena che celebra la tradizione e la qualità della nostra cucina. Alle 19:00, sarà possibile partecipare a una degustazione gratuita di prodotti tipici a base di bufala, mentre alle 20:30 inizierà la cena su prenotazione.

Il Bufala Day – afferma Nazareno Fontana – è un’occasione unica per scoprire il mondo della bufala, un animale che rappresenta una tradizione millenaria della nostra cultura gastronomica. Dalla mozzarella di bufala, emblema di eccellenza alimentare, alla carne di bufala, ancora poco conosciuta ma ricca di sapore e benefici, questo evento è un’opportunità per apprezzare la versatilità e la qualità di questi straordinari prodotti.”

L’evento è inserito nel programma del Festival Gastronomica, che si svolge a Terracina fino all’8 dicembre, e rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera approfondire la cultura gastronomica locale e degustare piatti realizzati con materie prime d’eccellenza. Un’occasione per conoscere la filiera corta e sostenibile che valorizza il lavoro degli allevatori locali e scoprire una tradizione che affonda le radici nella storia del nostro Paese.

Prenotazioni
La partecipazione al convegno e alla degustazione è gratuita, con ingresso libero fino a esaurimento posti. Per la cena, è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni, contattare il Ristorante Il Caminetto al numero 0773 702623.

Ristorante Il Caminetto – via Cavour 19, Terracina (Lt) – www.ilcaminetto1981.it – 0773702623

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chef nazareno fontana

Le Origini

Fin dai primi anni della mia carriera culinaria, ho sempre avuto l’ambizione di unire in cucina le caratteristiche distintive della mia terra natia: il mare ricco di pesci variegati e le colline che producono frutti squisiti.

Sono stato fortunato a trovare ispirazione costante partecipando alle aste del pesce e visitando i mercati di verdure. La mia creatività è stata alimentata dalla sfida di combinare elementi apparentemente distanti, come nel caso del calamaro farcito.

Da giovane, ero affascinato dai racconti dei pescatori mentre riparavano con amore e passione le loro reti. Nonostante alcuni di quei racconti sembrassero surreali, evocavano vividamente la vita e le avventure di un mestiere che oggi è cambiato in modo inevitabile.

Questi pescatori erano veri e propri personaggi, che vivevano e respiravano la loro professione quasi 24 ore al giorno, anche nelle notti tempestose. I loro racconti erano dettagliati e intensi, poiché il dialetto locale offre una ricchezza linguistica che permette di essere estremamente precisi nei dettagli.

Le loro storie riguardavano la vita in mare e spesso finivano direttamente in padella. Per molti anni, il pesce è stato un elemento nutritivo fondamentale per intere famiglie e generazioni. Mentre la carne rappresentava un lusso irraggiungibile a causa dei costi elevati, il pesce era il sostentamento quotidiano, l’alternativa. Nelle umili baracche sulla spiaggia, si cercava di elaborare il pesce in modi che lo facessero assomigliare, anche solo nel gusto, alla carne tanto desiderata ma irraggiungibile.

C’erano numerosi tentativi, ma pochi di essi riuscivano davvero bene. Se confrontiamo questi sforzi con la cucina attuale, dove questi due elementi convivono in molte combinazioni, non possiamo fare a meno di sorridere. Ma tant’è!

Da quei pomeriggi trascorsi al porto, ascoltando episodi grotteschi e ricette astratte, è nato il mio calamaro farcito. Questo piatto rappresenta una fusione di tradizione e fantasia, creando un sapore che non esisteva prima ma che ormai fa parte della nostra cucina da tempo.

La genesi del piatto è stata rapida. Come molte altre notti, mentre cercavo di addormentarmi, vagavo nella mia mente, cercando di richiamare ricordi legati alla mia vita dentro e fuori dalla cucina. Ripensavo ai momenti intensi trascorsi nei mercati vicino al mio ristorante, agli aneddoti dei pescatori e degli agricoltori, o semplicemente rievocavo le giornate precedenti e gli ingredienti che avevo acquistato o raccolto.

Quella notte, avevo comprato dei bellissimi calamari all’asta del pesce. Mi ero stancato di proporli semplicemente con una salsa, anche se erano buoni così. Pochi giorni prima, avevo raccolto l’uva moscato, una varietà particolare che si coltiva nelle campagne di Terracina, insieme a fasci di scarola dall’orto di famiglia.

Al mio banco di lavoro, in quel mattino presto, ho sistemato tutti gli ingredienti che avevo scelto durante la notte. Non contento, ho aggiunto olive di Gaeta, un altro prodotto locale di cui andiamo fieri, e pomodori antichi.

Fin da subito, ho capito che stavo proponendo un piatto che non faceva parte della tradizione culinaria locale, ma che attingeva da diversi aspetti della cultura gastronomica del territorio. Il risultato è stato sorprendente e, posso dirlo qui per la prima volta, persino al di là delle mie aspettative. Il sapore dei calamari e degli ingredienti del ripieno si combinava in modo distintivo, creando un gusto nuovo che raccontava anche storie del passato.

La mia ricetta può sembrare semplice, ma è sicuramente unica e rappresenta un elemento imprescindibile del mio vivace menù da anni.